Manifestazioni

Fra le 306 manifestazioni ciclistiche organizzate, che hanno coinvolto 127 dirigenti, ci sono delle autentiche perle. Tre si elevano su tutte le altre e, per questo le riportiamo qui, anche perché, non solo riempiono di orgoglio il sodalizio, ma sono state a lungo riferimento del ciclismo forlivese.

Tutto iniziò il 29 maggio 1962, quando l'Unione Ciclistica “Scat”, organizzò l' arrivo della tappa Fano –Castrocaro Terme, del 45° Giro d'ltalia.

 
Una frazione fortunata perché consumò fatti agonistici di una certa rilevanza, richiamò un pubblico strabocchevole, ed ebbe un vincitore da considerarsi tra i più significativi della storia del ciclismo, Rik Van Looy (nella foto accanto). Soprannominato "L’Imperatore di Herentals", il grande Rik, è il secondo dietro Eddy Merckx, nella gra-duatoria dei plurivittoriosi d'ogni tempo, ed è l'unico ad aver vinto tutte le classifiche internazionali (l'ultima fu la Freccia Vallone 1968, vinta a trentacinque anni).
A Castrocaro, superò in volata gli altri sei compagni di fuga, nell’ordine il connazionale Joseph Hoevenaers, Alfredo Sabbadin, Diego Ronchino, l’olandese Hub Zilveberg, Vittorio Adorni e il cesenate Guido Neri.
 

Il 14 luglio1991, l'U.C. Scat, organizzò, a Meldola, i Campionati Italiani riservati alle Donne Esordienti. La manifestazione riuscì alla perfezione e mise in evidenza degli ottimi talenti. Fra le Esordienti di primo e secondo anno trionfò, con una volata pronta a predirne qualità indubbie, la toscana Cristina Camarlinghi. Successivamente però, questo giovane talento, si lasciò andare all'abulia, fino ad un precoce abbandono. Non fu così per la vincitrice fra le Esordienti di terzo anno, la lombarda Chiara Mariani. Autentica “winner”, densa di classe e determinazione, Chiara fu la grande rivelazione di quella giornata tricolore e continuò poi a progredire sullo slancio di quel titolo, fino ad arrivare, prima nella storia del ciclismo femminile italiano, a vestire una maglia iridata. Accadde a Quito, in Ecuador, nel 1994, dove la Mariani vinse il Mondiale "Donne Junior" nella cronometro. In quell'anno seppe affermarsi pure a livello delle Elite, trionfando nella "Freccia Lady", classicissima del calendario italiano. Un paio di settimane dopo l’iride però, nel corso di una crono a Conegliano (TV), una rovinosa caduta, siglò la fine, con largo anticipo, alla sua carriera.

L’8 dicembre del 1997, in occasione dei festeggiamenti del 50° Anniversario di Fondazione della “Scat”, il sodalizio propose un libro, “Echi di Ciclismo”  – Montagna quando il pedale entra nel mito”, contenente un insieme di monografie su Charly Gaul, leggendario scalatore lussemburghese e i suoi “figli” italiani, Marco Pantani e Fabiana Luperini.

Il tutto confluì, alla presenza dei tre protagonisti, ad una Conferenza Pubblica, svolta presso la Sala Santa Caterina di Forlì, che raccolse la folla delle grandi occasioni, ed in piccola parte anche dall’estero. 

La partecipazione di Gaul (nella foto in alto), a trentacinque anni di distanza dalla sua ultima visita in Italia, essendo occasione per poter rincontrare un personaggio che per anni ed anni era sfuggito ai riflettori, portò in Forlì, una fetta consistente delle principali testate nazionali e internazionali. Gaul, Pantani e la Luperini divennero amici della “Scat”, in maniera indissolubile, come fossero cresciuti all’interno del sodalizio.

Nella foto sopra, l’abbraccio fra Gaul e Pantani